«Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto interno lordo.
Il Pil comprende l'inquinamento dell'aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze
per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana. Contabilizza le serrature speciali per le porte delle nostre case e le prigioni per coloro che cercano di forzarle... Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche le ricerche per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il Pil non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago... Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere e l'onestà dei pubblici dipendenti. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell'equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione né la devozione al Paese.
Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta».
Bob Kennedy
3 commenti:
Giusto giusto ottimo intervento sempre più attuale.....brava brava economa Giuli!!!!! ciao ciao ;)
Direi che questo testo possa offrire numerosi spunti di riflessione...
Brava Giuly!!
Brava Giuly! Bel Post!
Se l'argomento ti è piaciuto e ti ha toccato, ti consiglio di leggere un economista che sull' "economia del benessere" ha basato i suoi studi tanto da vincerci il premio Nobel!
Purtroppo solo pochi quelli che lo conoscono qui in Italia, ma è uno veramente forte nel mondo dell'economia, si chiama Amartya Sen! ;)
Ciao
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